venerdì 30 agosto 2013

che lo Spirito santo stampi queste parole di papa Francesco nel nostro cuore

Artigiani del futuro

28 agosto 2013 
Nella basilica vaticana l’incontro del Pontefice con i giovani della diocesi di Piacenza-Bobbio

Grazie di questa visita!
Il vescovo ha detto che io ho fatto un grande gesto a venire qui.
Ma l’ho fatto per egoismo.
Sapete perché?
Perché mi piace stare con voi!
E questo è un egoismo.
Perché a me piace stare con i giovani? Perché voi avete dentro il vostro cuore una promessa di speranza. Voi siete portatori di speranza.
Voi, è vero, vivete nel presente, ma, guardando il futuro... voi siete artefici di futuro, artigiani di futuro.
Poi — e questa è la vostra gioia — è una cosa bella andare verso il futuro, con le illusioni, con tante cose belle — ed è anche la vostra responsabilità. Diventare artigiani del futuro.
Quando a me dicono: “Ma, Padre, che brutti tempi, questi... Guarda, non si può fare niente!”. Come non si può fare niente? E spiego che si può fare tanto! Ma quando un giovane mi dice: “Che brutti tempi, questi, Padre, non si può fare niente!” Mah! Lo mando dallo psichiatra!
Perché, è vero, non si capisce!
Non si capisce un giovane, un ragazzo, una ragazza, che non vogliano fare una cosa grande, scommettere su ideali grandi, grandi per il futuro. Poi faranno quello che possono, ma, la scommessa è per cose grandi e belle. E voi siete artigiani del futuro. Perché?
Perché dentro di voi avete tre voglie:
la voglia della bellezza.
A voi piace la bellezza, e quando voi fate musica, fate teatro, fate pittura — cose di bellezza — voi state cercando quella bellezza, voi siete ricercatori di bellezza. Primo.
Secondo: voi siete profeti di bontà.
A voi piace la bontà, essere buoni. E questa bontà è contagiosa, aiuta tutti gli altri. E anche — terzo —, voi avete sete di verità: cercare la verità.
“Ma, Padre, io ho la verità!”.
Ma sbagli, perché la verità non si ha, non la portiamo, si incontra.
È un incontro con la verità, che è Dio, ma bisogna cercarla.

E queste tre voglie che voi avete nel cuore, dovete portarle avanti, al futuro, e fare il futuro con la bellezza, con la bontà e con la verità.
Avete capito?
Questa è la sfida: la vostra sfida.
Ma se voi siete pigri, se voi siete tristi — è una cosa brutta, un giovane triste — se voi siete tristi... mah, quella bellezza non sarà bellezza, quella bontà non sarà bontà e quella verità sarà qualcosa... Pensate bene a questo: scommettere su un grande ideale, l’ideale di fare un mondo di bontà, bellezza e verità. Questo, voi potete farlo, voi avete il potere di farlo. Se voi non lo fate, è per pigrizia. Questo volevo dirvi, questo volevo dirvi.
Volevo dirvi questo, e dirvi: coraggio, andate avanti, fate rumore.
Dove sono i giovani deve esserci rumore. Poi, si regolano le cose, ma l’illusione di un giovane è fare rumore sempre. Andate avanti! Nella vita ci saranno sempre persone che vi faranno proposte per frenare, per bloccare la vostra strada.
Per favore, andate controcorrente.
Siate coraggiosi, coraggiose: andare controcorrente.
Mi dicono: “No, ma, questo, mah... prendi un po’ d’alcol, prendi un po’ di droga”. No! Andate controcorrente a questa civilizzazione che ci sta facendo tanto male. Capito, questo? Andare controcorrente; e questo significa fare rumore, andare avanti, ma con i valori della bellezza, della bontà e della verità. Questo volevo dirvi.

Voglio augurare a voi tutto il bene, un bel lavoro, gioia nel cuore: giovani gioiosi!

E per questo vorrei darvi la Benedizione. Ma prima, tutti insieme, pregheremo la Madonna che è la Madre della bellezza, la Madre della bontà e la Madre della verità, che ci dia questa grazia del coraggio, perché la Madonna era coraggiosa, aveva coraggio, questa donna! Era brava, brava, brava! Chiediamo a lei, che è in Cielo, che è la nostra Madre, che ci dia la grazia del coraggio per andare avanti e controcorrente. Tutti insieme, come siete, così, preghiamo un’Ave Maria alla Madonna.

Dopo aver recitato l’Ave Maria e aver impartito la benedizione il Pontefice ha così concluso.


E vi chiedo di pregare per me, perché questo lavoro è un lavoro “insalubre”, non fa bene... Pregate per me!

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