mercoledì 1 dicembre 2010

Esercizi spirituali per presbiteri - Massa Marittima 18 novembre

Invitati  a Cena: accogliamo i cibi preparati da Dio IL CIBO DELLA PAROLA

Gr 15, 16 quando le tue parole mi vennero incontro le divorai con avidità …
Ez 8, 2-3 apri la bocca e mangia … questo rotolo … poi va e parla alla casa di Israele …
Ap 9,9-10 prendilo e divoralo …

Chiamati ad ascoltare, a mangiare, la Parola

Punto di partenza: la domanda antropologica: DOVE IO SONO POSIZIONATO? Sono nell’umano personale, relazionale, ecclesiale, sociale.

Io sono un tu in relazione con l’altro, la chiesa, la società. Lo sono costitutivamente; mi faccio domande che mi reinviano a frammenti di risposta.
Tutto questo quale è il senso, quale l’approdo?

L’essere di domanda mi trasforma in ricerca, mi trasfigura in invocazione; in attesa di frammenti di luce. La salvezza è sottesa alle domande che ci si pone, le ricerche che si mettono in atto con le invocazioni e le attese. Ricerca delle realtà ultime, costitutive. Il profitto non mi è sufficiente.

Perché siamo qui? Risveglio della coscienza. Quindi la domanda sul testo, e perché proprio questo testo?
Il testo biblico è la trascrizione di una esperienza umana. In principio la Parola che genera l’evento/esperienza il quale poi viene messo per scritto.
Il fondamentalista confonde Scrittura e Parola.
Il testo è finestra aperta che mi trasmette messaggi su me stesso e sul mio rapporto con l’altro. E’ lo specchio di una vicenda umana che mi riguarda da vicino. La Scrittura parla di noi, a noi ieri, oggi e sempre. E’ Norma Normans.
Anche i salmi impreca tori mi rivelano a me stesso al di là di mio voler fare bella figura, il vergognarmi dell’imprecazione. E’ invece racconto di chi sono così come sono. Così l’indignazione per l’ingiustizia, operatore di giustizia.
Perché il dolore degli innocenti e la morte, da che parte sta la Parola?

Qui il me stesso non è ideale, ma reale, e la Parola mi vuole trafigurare.
Non passerà un iota o un segno…
Il popolo di Dio va alla ricerca della Parola, sa discernere tra Parola e parole. La Parola nascosta in questa pagina è presente il Tu che mi si rivolge. La Scrittura è grembo di una ineffabile notizia. Parola rivolta, sempre attuale che fa attuali.
Se voglio essere contemporaneo, devo essere creatura di domande, in ascolto della Parola.
Non sono io che attualizzo la Parola, è la Parola che mi fa attuale, perché mi fa cercatore.
La Scrittura ci comunica una intenzione di bontà, di bellezza, di bene attraverso lo Sta Scritto nella compagnia degli uomini.
Intenzione dell’autore di offrire Parola di Luce, e intenzione dei lettori di trovare e accogliere  una Parola di Luce. Paolo ha in mente solo di diventare nuova creatura cristiforme. Desidero diventare un uomo vero. La prova che una persona è veramente spirituale è la sua umanizzazione.
Pacomio: unica visione sotto il sole è l’uomo santo.
Pietro conferma dopo che è stato confermato.
Anche il Popolo di Dio ha un magistero autentico.
Avviene qui un atto di risurrezione: il tu personale, il tu della lectio, il tu della celebrazione domenicale: aprendo il libro gli dà vita, lo fa risorgere!
Gesù vive, ma finché non lo ascolto non è vivo per me, ma nel momento che mi apro all’ascolto lo rendo vivo e mi vivifica: resurrezione reciproca.

Sequeri: la missione della chiesa che è il sacramento storico ha il compito di rilanciare agli uomini che si ha un’altezza a cui tendere: Cristo, mistero dell’uomo.
Che uomo sei?
A che altezza vivi?
“Voi siete la lettera di Dio da tutti leggibile”

Evangelizzatori: uomini e donne a misura di Cristo.

Essere creature che vanno al testo perché vi trovano Luce
E’ il modo di farsi vicino e visibile del LONTANO.
Il Lontano si consegna allo sguardo nell’icona. Centralità dell’icona di Cristo: è l’immagine di Dio invisibile e nello stesso tempo dell’uomo invisibile.
Il Lontano esce dal Silenzio nel farsi Parola. Dio abita il Silenzio. Nell’incarnazione nel grembo di una donna si fa uomo, e noi chiamati a riposare sul suo seno.

L’angolo della bellezza: Icona, Parola. Rende bella la tua vita: ti sveglia.
La purificazione passa attraverso il segno.
L’icona è in riscoperta anche nelle comunità della riforma.
Altrettanto il simbolo della candela accesa.

Necessità di privilegiare la forma comunitaria dell’eucaristia, della preghiera, della lectio.
Colui che vedo nell’Icona, ascolto nella Parola, mangio nel Pane e nel Vino.

Compito del Vescovo e del Presbitero: invitare e preparare per tutti la tavola di Dio.
Principio della testimonianza: mangiata la Parola fatta carne, vivete nella compagnia degli uomini immagine fatta immagine, eco della Parola, nutrimento che s spezza.

C’è un rapporto organico tra Chiesa, Scrittura-Parola.
La Chiesa nasce dal Padre che la riunisce nella Parola-Spirito.
Il popolo è adunato nella Parola. Gli apostoli hanno predicato la Parola della Verità ed essa ha generato le Chiese. LG 9

Aver fiducia che la Parola ha questa potenza creatrice. Tutte le nostre organizzazioni nascono dalla Parola.
La parola nutre Chiesa, la è alla Chiesa norma di vita, fonte di discernimento, riconosce il parola in ogni avvenimento, come abitare la terra con le sue domande, le sue culture …

Nella lectio la parola apostolica è resa attuale, contemporanea. Lì l’amore del Padre si fa incontro e dialogo. Apprendere la sublime scienza di Gesù Cristo con la frequente lettura delle divine scritture DV 25 Ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo.
Scrittura = sacramento del Verbo.

Kerygma – Katechesi – Parenesi

DV 22 largo accesso alla Scrittura. Nessun monopolio!

Dove e come incontrare la Scrittura?
Liturgia
Lectio divina
Iniziative adatte

In un terreno disponibile: MARIA ascoltava, conservava, meditava (in attesa di una comprensione sempre più piena).

DV 21 venerazione per le Scritture e per il Corpo … e di porgerlo ai fedeli … regola suprema della fede … comunicano immutabilmente … vivente ed efficace è la parola di Dio capace di edificare e di dare l’eredità tra i santi …

Ecumenismo ricomporre in unità quanto è stato indebitamente scisso.

Ore 17,00

Il risorto si rende presente ai suoi nella Parola, è nascosto nella Scrittura, e tutte le Scritture parlano di lui. La Chiesa è l’assemblea in ascolto attorno al Verbo nella Scrittura.
Rapporto imprescindibile Verbo-Chiesa
All’interno del popolo dell’ascolto, che confessano la sua Parola, la celebrano e la vivono, al suo interno, dove ognuno ha un suo dono er la edificazione comune, vi è il ministero ordinato. Per quale scopo?

LG 28 consacrati per predicare il Vangelo
DV 21 predicazione nutrita dalla Scrittura
OT ministero della parola da formare per predicare con la bocca e la vita
DV

Il popolo di Dio è adunato per mezzo della Parola sulla bocca dei sacerdoti. Loro dovere annunciare a tutti … costituiscono e incrementano il popolo di Dio.
In virtù della predicazione si accende la fede, si edifica la comunità.
Testimonianza esemplare di vita.
Invito insistente alla conversione e alla santità. Non solo esposizione, ma applicazione a questa vita.

Ministri della Parola la leggano e ascoltino questa Parola ogni giorno, discepoli sempre più perfetti. Occupati costantemente … persevera … salverai te stesso e quanti ti ascoltano.
Il Signore apre i cuori. Nella predicazione sono guidati dallo Spirito. Attaccati alle Scritture, lettura assidua e accurata. Partecipa ai fedeli le ricchezze della Parola specie nella sacra liturgia.

Presbitero: uomo della Parola per tutti, credenti, i tiepidi, i non credenti.
E’ organico a tutti.
Nell’annuncio, nella catechesi, nella esortazione, nella correzione. Non gli appartiene, è di Dio, non è relativa alla sua capacità. E’ la Parola di Dio ad essere efficace.

Ministro della Parola è un chiamato, non è da se stesso.
Errore dell’espressione: “Mi faccio prete”, NO accogli l’invito di Dio. Non per un progetto personale.
Sono chiamato da un Altro per vivere per un altro. Non per sé. L’identità del cristiano e del presbitero è data dalla categoria dell’alterità.
In forma non mondana, ma evangelica.

2 Cor 2, 24 servo della gioia umana.
Lo è nel presentare l’immagine alta e pura di Dio, di Cristo, della Chiesa: icona della Trinità; e dell’uomo nella società.
Come può evangelizzare se prima non è evangelizzato? DV25 lettura assidua, studio accurato. Evangelizzazione del proprio essere, precede e accompagna per sempre così che “conosco non per sentito dire, ma per esperienza, quindi parlo”.
Is 50, 4-5
1Tm 4,16
Ogni giorno fai attento il mio orecchio, perché io ascolti come lo scolaro. Il loro ascolto è teso a conservare, ruminare pregare, praticare; rende conforme al Verbo nel pensare, nel sentire, nel comportarsi; nel morire e risorgere. Se è in Cristo è una nuova creatura. E diventa il TYPUS della comunità stessa. Evangelizzato evangelizza giorno dopo giorno. Cristiformi Verbiformi. Attento al suo interiore dona.

Angolo della bellezza: lo vedo nell’Icona, lo ascolto nella Parola, mi illumina nel segno della luce.

Rendete ragione della speranza che è in voi con tutta mitezza alla scopo di rendere un po’ di senso alla vita dell’uomo, lungi dal proselitismo.

Lectio: leggersi in relazione alla comunità, ai ferventi a quelli poco; a quelli fuori.
Molte cose che non comprendevo della Scrittura, a servizio dei fratelli è stata spiegata a me stesso.
Sc 9, 56 omelia: è lui che parla mentre nella chiesa si proclama la Parola.
La richiesta dell’uomo di oggi è sul senso della sua vita.
Il nihilismo è una risposta semplicista tutto nelle mani del caso destinati al nulla, verso un “realismo” nudo e crudo.
Siamo portatori di un senso alla vita: Gesù di Nazareth, un amico portatore di senso. Sei inviato alla terra figlio verso Dio, da fratello verso gli altri, custode del creato. La parola ultima non è la morte, ma la risurrezione.
Non esiste un monopolio dello spirituale, ma rendiamoci conto che abbiamo il racconto di una vita che offre senso alla vita.

Io, cristiano, ti posso dire: nel nome di Gesù, alzati e cammina.
E’ il Cristo che ti incontra nella lectio della solitudine, ma anche nella celebrazione e nello studio … e il presbitero vi pone tempo.

DV 25 compie la sua corsa in noi … e riempie il cuore degli uomini. Ti trasforma interiormente, di dà orientamenti inediti. Parola che dischiude in Cristo ad una dimensione sapienziale, solare, profetica dell’esistere, creature oranti: parla, per favore, che il tuo servo ti ascolta; dammi il tuo Spirito che io capisca; ti ringrazio e ti lodo.

Perché la Scrittura? Leggere le scritture è tuffarsi in un oceano di senso: lasciati battezzare dalle Scritture. Shagall La Scrittura colora la vita.

Stare ai piedi del Signore che parla è musica …

Il senso della fede si nutre della prassi della fede. Nel colloquio con Dio nella reciprocità dialogica: ascolto e parlo. Ascoltiamo la voce di Dio ascoltando la sua Parola consegnataci nella Scrittura. Ascolto con animo discepolare; ringraziato e lodato: Pensato Pregato Vissuto – formazione fondamentale del senso della fede: TU mi hai parlato e io do fiducia.
La fede nasce dall’ascolto ruminato.
Nell’attenzione del cuore, nella disponibilità dell’uomo integrale; ritmo quotidiano per apprendere la nostra vita nel mondo.


Lo Spirito senza la verifica della Parola e della Chiesa è solo sentimentalismo.
Il Padre mi dona il Verbo e il Verbo mi offre lo Spirito perché prende del “mio” e lo comunica.

NMI 39 incontro con la Parola elemento vitale: nella lectio interpella, plasma e orienta l’esistenza. Il magistero rimanda sempre alla Parola. E dischiude al vero volto di chi ti parla. Nella compagnia degli uomini raccontalo!

Nel tempo della crisi quali sono le altezze da conservare per le generazioni che vengono? Conservo la Parola nascosta nel libro, il Tu che viene nel pane.

Nessun commento:

Posta un commento