mercoledì 1 dicembre 2010

Esercizi spirituali per presbiteri - predicatore padre Giancarlo Bruni, monaco di Bose - Massa Marittima 16 novembre

Gesù motivo sufficiente per vivere l’impegno della vita
Ci prepara una mensa con buon cibo e buona musica.

16 novembre

Ore 10,00

La cena del Signore all’interno dei pasti del Signore

Come immaginiamo Gesù di Nazareth=Vangelo. Gesù buona notizia di Dio. Buona notizia che viene a portarci una dolce musica = Lc 7 suonatore di flauto.
Lc 1 vocazione di Maria – Israele – Chiesa: “Rallegrati” “Gioisci” “Esulta”.

Mai Dio si presenta come promessa di dannazione, ma è sempre positivo.

I pasti del Signore sono con i peccatori, per loro è musica … rallegratevi, gioite.
Mentre è in casa di Matteo sopraggiungono molti pubblicani e peccatori e si mettono a tavola con lui Mt 7?
Lc riceve i peccatori e mangia con loro: non scomunica, ma comunica = sono pasti soteriologici = nella misericordia è venuto a cercare e chiamare chi era perduto.

Mt la canna incrinata – fiammella fumigante: in Mesopotamia allorché si deve emettere una condanna a morte si chiama l’emissario affinché si vada a ricercare i motivi di condanna con canna e lanterna e se si deve emettere la condanna si vada davanti alla porta del condannato e si spezzi il bastone e si spenga la lanterna. Gesù non grida in piazza, ma va davanti alla porta del condannato e gli dice il pericolo di esecuzione della sentenza: misericordia voglio non sacrificio.
Cfr Ezechiele: vuole la conversione, e non la morte dell’empio.

E’ buona notizia, è dolce musica per i peccatori, c’è una possibilità insperata che viene offerta.
Il battista: ai soldati accontentatevi delle vostre paghe, non infierite in combutta con gli esattori delle tasse (peccatori per eccellenza).
Altro è sopportare il disprezzo, ma è durissimo sopportare il ridicolo (Zaccheo), ma per la sua fortezza Gesù va a casa sua. Zaccheo ridà quanto ha rubato e quanto è suo= la salvezza è entrata in questa casa … a tavola Lc 19. Si uniscono il cielo, il perduto e si produce gioia.

Le nostre non sono le assemblee dei puri, ma convocazioni per la salvezza: il sole che viene dall’alto viene e illumina la nostra tenebra, devo aprire la mia impurità alla sua presenza, che poi mi salva e purifica: vuole entrare nella mia stalla … è nato in una stalla affinché nessuno possa dire che non può nascere in me. E’ il medico che entra nella casa del malato.

La parte fragile e oscura di noi attende la sua luce e la sua forza.

Spesso mangia anche con i farisei, egli è giusto, ma gli manca qualcosa: Lc 15 non riconosce il minore come suo fratello. Io, il maggiore, sono separato da lui. C’è rivendicazione, non partecipazione alla sollecitudine. Nell’espressione “Tuo figlio” è espresso un non riconoscimento.
Ai farisei manca la voglia di gioire, rallegrarsi ed esultare.
Nei pasti con loro Gesù è coscienza critica alla loro religiosità. Il male dell’uomo pio è sempre lo stesso la giustizia separata dalla misericordia.
Dio è giusto in quanto è fedele a se stesso in quanto misericordia = amore che fa grazia.
Nel Figlio Dio ha deciso di farsi vicino all’empio per portargli una sentenza di grazia.

Dio non gradisce il sacrificio senza misericordia.
“Io sono un disgraziato a cui è stata fatta misericordia” Fuori dall’amore non c’è salvezza, restano solo gli esseri amati che amano.

Il vero bisogno del’uomo è quello di essere amato. Anche il bestemmiatore invoca la presenza di qualcuno che non gli punta il dito contro.
Io sono quel fariseo e peccatore a cui Dio vuole rivelarsi. Dio buona notizia al peccatore e al fariseo … dì … questo mio fratello. Se tu conoscessi il dono di Dio

Il pasto con gli amici – Betania. Pasto amicale di illuminazione: Marta e Maria chi ha il primato? L’amicizia è là dove non ci sono più segreti. Il primato è quello di stare ai suoi piedi ad ascoltare la sua parola. In principio, l’ascolto: nel progresso la lode e il ringraziamento: da ultimo l’ascolto che dipana la parola ricevuta. Marta e Maria non possono essere disgiunte.
Perché affannarsi? Riscoprire la casa dell’amicizia. Ai suoi piedi, i piedi di chi porta lieti annunci (Is), sono piedi che portano profumo, e chiama altro profumo e lacrime di gioia.
Reazione: non si poteva fare caritas? I poveri li avrete sempre con voi, ma gli amici?
L’amore per l’amico conosce gli sprechi. … Questo suo gesto rimarrà nei secoli.
Ascoltare Gesù. Lungi dalle pie devozioni: amico ascoltami, osserva i miei comandamenti. I sentimenti e gli affetti oggi ci sono domani non più; ma il rapporto di amicizia con lui va al di là delle emozioni di oggi.

Buona Notizia, Musica, Profumo.

Le donne profumando il corpo di Gesù lo ungono profeticamente in vista della sua morte.
Celebrare è essere resi contemporanei al sacrificio fatto una volta per sempre.
Solennizzare la frazione del pane più che la sua ostensione.

Il testamento di Gesù per Gv è a cena.

Non vi chiamo più servi, ma amici perché vi ho fatto conoscere tutto il Padre.
Gv 14, 8 Mostraci il Padre … Chi vede me vede il Padre, perché il Padre con viscere materne è l’unica cosa necessaria.
Quando pregate dite: Padre, perché in questa parola diciamo tutto: diciamo noi stessi come fratelli e sorelle, siamo rivelati alla nostra identità. Inviati alla terra per amare come siamo amati.
Il Padre in Gesù ci dichiara figli amati; fratelli inviati ad amare; eredi del Regno eterno.
Catechesi: ho una buona notizia. Ricevi il nome nuovo ed eterno … il nome segreto.

A tavola Gesù rivela la verità di Dio e la verità dell’uomo. Verso la moltitudine ha sollecitudine per la loro fame, il poco che si ha fa il miracolo. E’ la lettura corretta dei beni. Quanto ho, lo valorizzo e lo condivido. E si fa moltiplicazione … e  ne avanza, non si sprecano, ma sono per gli altri affamati.
Non per questo Gesù riduce l’uomo a stomaco, non di solo pane, la sua attenzione è globale a tutti i bisogni fondamentali dell’uomo:
abbiamo bisogno di riposo: venite in disparte io sono il vostro riposo
di gioco il gratuito i gigli del campo
di pensare – pensieri di luce
di essere amati e di amare – apertura ad amare fino a morire
l’uomo ha sogno di futuro: risurrezione per  la vita

Pasto di Cana: Gesù: sono venuto a portarvi il vino nuovo della Parola e dello Spirito: vi rivelo il vostro essere figli.

In cammino verso l’ultimo pasto.

Ore 17,00

La Buona Notizia: c’è grazia per i senza grazia; c’è vita per chi muore

In Gesù di Nazareth Dio sta di fronte a noi. Dio ci ama talmente che davanti alla nostra ottusità non si rassegna all’insipienza, ma sferza per far rinsavire

Mt 26-29 // 1Cor 11, 23-29   Gv 13, 1-2 fino alla fine – fino alla perfezione

Avendo amato i suoi. L’ultima cena è come l’atto conclusivo di una vita – memoriale – che ha nella croce il suo compimento.
Illumina la categoria della GLORIA – spessa, pesante realtà di Dio
Gesù è venuto per rivelare come il Padre AMA gli uomini, rivelando la sua spessa e pesante verità.
In Gv il luogo della GLORIA è la croce: è dedizione incondizionata per tutti – iscrizione del titolo nelle tre lingue: tutti latini, greci, ebrei … tutti possono leggere l’evento di dedizione incondizionata per tutti nessuno escluso.

Dio è amore incondizionato fino a morire di Dio. Dio resta con le braccia aperte, il suo costato è aperto e sotto la croce c’è tutta l’umanità. Dalla ferita del costato non esce, né odio, né rancore, né rabbia, ma la vita e l’amore il sangue e l’acqua.

Padre, perdonali tutti. E chi si ritrae da questo tutti si ritira dalla sua misericordia. Tutti stanno sotto la croce.

Dio nessuno l’ha mai visto se non colui che viene da lui e dà la sua vita in abbondanza

AVENDO AMATO I SUOI LI AMO’ SINO ALLA FINE –al compimento
In Cristo Dio ama i giusti e gli ingiusti, i buoni e i cattivi: è l’evento escatologico: non c’è nulla di più grande sotto il sole.
In un tempo multiculturale come il nostro lo specifico del cristiano è conservare viva la memoria della testimonianza di Dio nella Pasqua di suo Figlio.
Nell’eone futuro si manifesterà che il cristiano non fa paura a nessuno, perché il cristiano non ha altro debito che l’amore. Il compito del cristiano è quello di abbandonare l’inimicizia; in Cristo Dio non ha nemici; loro compito la riconciliazione per l’unità.
Ultima Cena – Memoriale – Annuncio della Pasqua

MEMORIALE attraverso la vostra celebrazione l’evento escatologico dell’amore di Dio per l’uomo è reso contemporaneo a voi e voi siete portati là: tutti erano presenti.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME e conservate viva nella storia l’atto più alto dell’amore di Dio. Per questo motivo l’ha legato ad un pasto, l’apertura a tutti è anamnesi kerygmatica, nel memoriale eucaristico.

E’ pure il linguaggio degli innamorati in cui ci si dona l’un l’altro in cibo e bevanda.

Perché la Chiesa? E’ semplicemente l’insieme degli amici –maschi e femmine -di Gesù che sotto il sole continuano la memoria di come lui ci amati e si impegnano ad amare come lui ha amato. Il ministro è colui che è attento a che si sia fedeli a questa memoria e prepara la tavola. Attenti a che nessuno sia privato di questa memoria. Pronti a testimoniare quanto è stato celebrato: la terra attende da voi la manifestazione dei figli di Dio.

Dio offre al mondo non bibbie e sacramenti, ma uomini e donne trasformati dalla bibbia e dai sacramenti. Dio offre la vita propria e dei suoi amici.
Progettare la comunione sotto le due specie. Altro indica il pane e altro il vino.

Perché legare  l’evento rivelativo della sua vita al pasto?

Parole da mangiare. Ruben Alves

Mangiare del neonato:       1. Mangia prima di parlare: in cibo vi è il cibo.
                                               2. rivela l’uomo a se stesso come creatura di bisogno
                                               3. creatura dipendente: la sua vita sta o cade con il cibo
                                               4. essere di ricerca: creatura precaria che invoca il latte
                                               5. essere di gioia: la gioia nell’atto dell’allattamento, il seno non è solo macchina che dà il latte, ma benedizione e gioia.
                                               6. crescendo rivela l’uomo a se stesso come progressivo discernimento dei cibi, consapevolezza etica, dall’insegnamento del padre e della madre.

Crescendo ci si deve allontanare dal seno della madre per accostarsi alla tavola imbandita. E’ fonte di sostentamento, pane
di consolazione -vino
e di insegnamento –gioia alla tristezza dell’uomo.

Il cibo viene incontro alla tua fame, ma che anche ti consolano e ti insegnano a fare agli altri quello che il cibo ha fatto a te. Nella misura e nella comunione.

Il problema fondamentale è COME VIVI.

Mangi: ringrazia
Non mangi: profumati il viso.

A tavola avviene l’apprendimento della solidarietà e della condivisione. Quando alcuni amici si vogliono ritrovare si convocano a cena. I vicini desiderano comunione, nel non andarvi io tolgo comunione.
Nella tavola umana avviene che il cibo crudo diventa cotto nel fuoco e nel cuoco: diventa una nuova realtà
Il cibo comunicato a tavola crea convivialità tra chi lo condivide
A tavola si dicono cose che solidarizzano
Ritualità: musica di sottofondo, l’inserviente, il cuoco, la buona preparazione del luogo.

Ecco perché Gesù è sovente a tavola e affida alla tavola il suo gesto più alto.

Si accede a tavola nel rispetto delle regole// si accede all’eucaristica nel rispetto della ritualità.

Ritualità nell’armonia
Liturgia con i suoi spazi, ritmi, e colori, profumi e musica: creare il contesto della bellezza. Nessuno spazio alla sciatteria. Lungi dall’imperialismo rituale. Secondo il genio del luogo.
Nessuna riduzione del rito alla rubrica, ma nella consapevolezza che la persona nella sua interezza si deve affidare al ritmo del rito per la trasfigurazione.

I Padri: il Padre è il cuoco; lo Spirito è il fuoco la loro opera ci trasforma il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue del Figlio. Colui che presiede è il Padre che nello Spirito realizza il memoriale-pasto. La cottura –evento dello Spirito- lo trasforma in vista della nostra stessa trasformazione in Colui che ci ha amato fino a spezzarsi e a versarsi. Le due epiclesi: sui doni e sui radunati.

Vado a mangiare perché così come sono non mi piaccio ed ho un sogno: diventare icona di Cristo.
Vieni e mangia, e Colui che mangi è forza di Dio in te.
Nasce la comunità cristiforme conforme a colui che mangia nella compagnia degli uomini siete voi la lettera di Dio leggibile e mangiabile.
L’Eucaristia: giardino della nuova creazione: lì Dio crea l’uomo nuovo: pre destinati a diventare conformi a Cristo: atto di illuminazione e di trasformazione degli amati da Dio.

Oggi assistiamo ad un ateismo ignorante dell’evento del fatto.
Suscitare negli uomini la domanda di senso e l’attesa.
Iniziare a pensare, porsi delle domande, diventare uomo di ricerca, di invocazione di frammenti di luce che diano senso alla mia vita, in attesa di questo venire della luce e qui parlare dell’Amico.
Il desiderio di Dio è che diventiamo uomini con sentimenti e pensieri di luce. Ti offre continuamente il suo perdono per farti simile a Cristo. Ecco l’uomo.

Nasce il grazie e la lode. In te il Cristo possa continuare a nascere al mondo così che si veda il dono di Dio divenendo Figlio ed erede.
E’ il desiderio ardente di Cristo e incontro dell’attesa dell’uomo.
Vieni Signore Gesù – Vieni Adamo.

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